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Comunicati Stampa

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COMUNICATO STAMPA

 

Mi riferisco all’articolo apparso in data 2 c.m. nella stampa locale – cronaca di Padova, a titolo “La doccia in veranda e la cantina allagata. Pagavo 51 euro, ora ne vogliono 280”, con il quale vengono riportate le lamentele del Signor Luigi Silvestrini, assegnatario di un alloggio in Padova, via Lago Ascianghi n. 2, circa la vetustà dell’abitazione ed il rincaro del canone riportato in titolo.

Ricordo al Signor Silvestrin come di recente l’Azienda che presiedo si sia prodigata, unitamente all’Amministratore di condominio, per eliminare tutti gli abusi edilizi realizzati nel tempo dai residenti: tempo e denaro pubblico che potevano essere spesi per migliorare la condizione abitativa degli inquilini, ma che invece sono stati necessariamente impiegati per ripristinare situazioni di legalità violata.

Confermo che le unità abitative sfitte, presenti nel complesso immobiliare, sono oggetto di vendita; conseguentemente, appare ancor più inconveniente investire fondi pubblici su abitazioni che, probabilmente ed in tempi relativamente brevi, saranno scorporate dalla patrimonialità immobiliare dell’Azienda.

Per quanto riguarda la posizione dell’assegnatario, nell’articolo viene riportato che la sua situazione patrimoniale e reddituale supera i 20 mila euro; ricordo al Signor Silvestrin che il predetto importo costituisce, secondo vigente normativa, limite di accesso alle abitazioni pubbliche dislocate nel territorio regionale. In tale contesto e sempre secondo previgente normativa, l’assegnatario decade dall’assegnazione dell’alloggio, a condizione che tale requisito non sia ripristinato entro 24 mesi, termine di rilascio dell’alloggio.

In altre parole, l’assegnatario, pur non avendo diritto, permane almeno altri 24 mesi nell’abitazione; nel contempo, il medesimo deve corrispondere un canone, dalla legge definito “canone massimo di locazione”, calcolato come previsto dalla legge medesima.

Se l’interessato non vuole corrispondere questo canone (che, per il caso di specie, ammonta a 280 euro al mese), può sempre rilasciare l’alloggio e trovarsi una abitazione per lui più confacente; in tale caso, l’Azienda provvederà a riassegnarla ad altro nucleo familiare, in attesa di una abitazione ed in regolare possesso dei prescritti requisiti di legge.

Da ultimo e nel rispetto della normativa che tutela la privacy, il sottoscritto è ben consapevole di non poter divulgare informazioni sensibili; invito dunque il signor Silvestrin, se lo ritiene, a voler comunicare alla Comunità ed alle Organizzazioni che tutelano i più bisognosi, a quanto ammonta la sua situazione economica e, nel particolare, il proprio patrimonio ed il conto in banca.

Padova, 2 agosto 2019

 

Il Presidente

Avv. Gianluca Zaramella

 


 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Ritorno sulla questione del teleriscaldamento del Quartiere Savonarola, riferendomi all’articolo apparso in data 6 c.m. nella stampa locale – cronaca di Padova, a titolo “Teleriscaldamento: buco da un milione. Fallita la mediazione, scontro con ATER”, con il quale sono state riportate questioni che, nel dettaglio, non erano a me conosciute al momento delle dichiarazioni che ho reso e che sono state pubblicate il giorno successivo nella medesima stampa locale.

Devo dire che sulla fattispecie illustrata è stata forviata la verità ed i riscontri evidenziati sono privi di assoluta realtà.

Innanzitutto, la perizia commissionata all’Università è attualmente oggetto di attenta valutazione da parte dei tecnici dell’Azienda, trattandosi di contenuti specifici e settoriali. La medesima sarà poi oggetto di attenta valutazione da parte di tecnici di settore, altamente specializzati, ai quali sarà anche affidato il compito di individuare, se del caso, le eventuali azioni ed interventi da porre in essere per migliorare sotto tutti i punti di vista il servizio eventualmente in difetto.

Di queste questioni ne è stata data ampia informativa nel corso della riunione che ho personalmente intrattenuto presso l’Azienda in data 2 maggio scorso alla presenza di rappresentanti degli inquilini ed Organizzazioni Sindacali, tra cui il SUNIA, oltre a l’Adiconsum, il Quadrato Meticcio ed il Comitato Caduti della Resistenza: è stata una riunione, a mio avviso, molto cordiale e le tematiche in questione sono state trattate con doveroso scrupolo. Gli interlocutori sono consapevoli di quanto sopra esposto ed è stato convenuto con i medesimi di riaggiornarci dopo le ferie estive per fare il punto della situazione anche in ordine ai contenuti della perizia.

Il Sindacato SUNIA si è impegnato a far pervenire all’Azienda tutta la bollettazione inerente i consumi di ogni singola famiglia, riferita all’ultimo triennio di utilizzo, posto che A.T.E.R. non è a conoscenza specifica dei contenuti delle bollettazioni e quindi dei consumi: ad oggi non è pervenuto alcun documento di che trattasi.

Il Vice Sindaco Lorenzoni dimentica che nel corso del primo incontro con l’utenza e la Società erogatrice del calore si era Lui impegnato a far eseguire una perizia sull’impianto da parte di soggetto terzo; non solo il Vice Sindaco non ha onorato il suo impegno, ma nemmeno si è premunito di dare comunicazione della disattesa.

A questo punto A.T.E.R., in assoluta indipendenza, si è fatta carico di tale onere anche sotto l’aspetto economico; mi domando: che cosa vuole recriminare l’interlocutore comunale? Lui parla di secretazione della perizia quando, mi pare, non abbia dimostrato o comunicato all’Azienda nel tempo intercorso alcun interesse agli sviluppi della questione.

Si preoccupi piuttosto il Vice Sindaco a far onorare i debiti accumulati dal suo Ente nei confronti dell’Azienda a seguito del mancato pagamento dei canoni di locazione anche degli spazi commerciali situati in Piazza Caduti della Resistenza; si preoccupi inoltre di verificare se le attività poste in essere dalle associazioni affittuarie nei confronti della collettività siano svolte nella piena legalità e dotate di tutti i carismi di sicurezza ed incolumità, necessari e previsti per la salvaguardia dei bambini.

Tornando al teleriscaldamento, ribadisco che gli astronomici importi evidenziati nell’articolo, la cui provenienza non è in alcun modo addebitabile ad A.T.E.R., relativi a bollettazioni della società fornitrice del calore, sono ascrivibili a conguagli di intere annualità mai corrisposte dall’utente e non al mero consumo periodico. Preciso inoltre che in Azienda è mai pervenuta in alcun modo alcun tipo di segnalazione relativa a questioni di scarsa erogazione di acqua calda; per gli eventuali casi di specie, invito le famiglie interessate a segnalare la disfunzione all’Azienda tramite mail, pec o posta ordinaria, al fine di permettere tempestivo intervento.

Infine, non mi risulta nella maniera più assoluta il verificarsi di comportamenti maleducati e poco esaustivi nelle risposte fornite all’utenza da parte di qualsiasi dipendente; in caso contrario, anche qui invito gli interlocutori a volermi dettagliatamente notiziare in ordine alla circostanza, alla data ed al nominativo dell’interlocutore per le specifiche valutazioni del caso.

 

Padova, 9 agosto 2019

 

 

F.to Il Presidente

Avv. Gianluca Zaramella

 

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